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Aprile 9, 2022

10 Escursioni da non Perdere in Abruzzo

CENTINAIA DI OPPORTUNITÁ PER ESCURSIONISTI

Vette, animali, eremi, grotte, piante rare e tanti altri spettacoli della natura sono il vero oro d’Abruzzo. Sparsi tra i monti e le riserve d’Abruzzo si nascondono centinaia di itinerari escursionistici pronti a sbalordirvi con i loro piccoli segreti sempre diversi.
Farne un elenco completo è realmente impossibile e per questo abbiamo deciso di raccogliere 10 tra i trekking più belli della regione, ovviamente il giudizio non è assoluto e tiene conto dell’accessibilità ai sentieri in questione.

10) Valle del Chiarino

All’interno del Parco Nazionale GranSasso e Monti della Laga si apre questo meraviglioso itinerario che dalla diga del Lago di Provvidenza si snoda in una boscosa e fresca vallata ricca d’acqua. A circa metà percorso si raggiungono i ruderi del mulino Cappelli in un ampio salone boscoso di alberi monumentali dove si trovano anche un’area pic-nic e una moderna chiesetta. Proseguendo oltre la sbarra finalmente con un paio d’ore di cammino si esce su un’ampia radura dove sorge il bellissimo Rifugio Domenico Fioretti protetto dalle circostanti vette del GranSasso tra le quali spicca il Monte Corvo.

Caratteristiche dell’Itinerario

Per i più temerari si può proseguire in direzione stazzo di Solagne da dove è possibile fare la traversata verso Campo Imperatore o raggiungere l’impervia cima di Monte Corvo.
Insomma ce n’è per tutti i gusti, e con un po’ di fortuna è possibile avvistare qualche camoscio sui ripidi pendii o qualche altra creatura del bosco.
Periodo consigliato: autunno per godere al meglio delle mille sfumature del foliage che qui raggiunge livelli davvero incredibili.

9) Il Monte Velino

La vetta più alta del Parco Naturale Regionale Sirente Velino si staglia imponente dalla sottostante piana del Fucino e seppur la sua non sia un’altezza ragguardevole come le vicine vette del GranSasso, rimane sia per panorami che per severità uno dei trekking più duri d’Abruzzo.

Raggiungibile da diverse vie di salita come Forme, Valle Majellama e dal rifugio Vincenzo Sebastiani, riserva sempre nuove vedute e nuove emozioni. Il panorama a 360 gradi su tutto l’Abruzzo unito al veleggiare incessante di una delle più grandi colonie di Grifoni ( imponenti rapaci spazzini che arrivano ad un’apertura alare di quasi 3 metri) ne fanno un “must” nel curriculum escursionistico di un vero appenninista.

8) Vallone di San Bartolomeo in Legio

Qui si entra in un territorio che oltre la natura dirompente è ricchissimo di storia e religiosità. Infatti nello splendido vallone scavato dalle acque si trova l’eremo di San Bartolomeo in Legio, antico luogo di eremitaggio dove è vissuto per un lungo periodo Pietro da Morrone, noto ai più con il nome di Celestino V.

Qui si entra in un territorio che oltre la natura dirompente è ricchissimo di storia e religiosità. Infatti nello splendido vallone scavato dalle acque si trova l’eremo di San Bartolomeo in Legio, antico luogo di eremitaggio dove è vissuto per un lungo periodo Pietro da Morrone, noto ai più con il nome di Celestino V.

7) Il Monte Camicia

Quasi all’estremità della catena orientale del GranSasso d’Italia il Monte Camicia si erge dall’altopiano di Campo Imperatore quasi a sorvegliare l’immensa piana.
Il sentiero che parte dalla località Fonte Vetica, celebre per ristorarsi con pecorino e arrosticini, si inerpica su per il vallone di Vradda. Qui siamo nel regno delle aquile e sopratutto dei camosci, che qui vivono in gran numero, protetti dalle immensi pareti che nel versante nord precipitano giu per 1000 metri fino alle colline teramane ed al Mar Adriatico.

  • Località di partenza ed arrivo: Rifugio De Carolis
  • Difficoltà: Moderata, lunghezza media 10Km, pendenza elevata e passaggi tecnici.
  • Attrezzatura consigliata: consigliamo scarponi da trekking e vestiario tecnico ed impermeabile tutto l’anno causa elevata variabilitá meteo. Riserva d’acqua e cibo appropriata.
  • Tempo di percorrenza: a seconda del percorso scelto e del passo puó richiedere dalle 4 alle 8h A/R.

6) Val di Rose

Partendo a piedi direttamente dal piccolo borgo gioiello di Civitella Alfedena, là dove la natura convive tutti i giorni con le persone che hanno adottato ufficialmente cervi e orsi che qui scorrazzano liberamente, si sale nel cuore selvaggio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
In qualche ora di cammino dalla profonda vallata boscosa si esce nell’anfiteatro della Val di Rose.
A guardia della valle sui bastioni rocciosi si ergono camosci ed aquile quasi a controllare i visitatori che si recano in questo posto magico, di cui loro sono i veri padroni.

Una volta sulla cresta di Forca Resuni si possono ammirare le sconfinate vette del Parco tra cui la zona di Riserva Integrale dove la natura regna incontrastata.

Si ricorda che i sentieri che portano in Val di Rose sono regolamentati dall’ente parco. É sempre consigliabile informarsi presso fonti locali su stato e apertura dei sentieri (bollettino meteo/nivologico Meteomont) e/o rivolgersi ad una guida per praticare lo sport nella massima sicurezza e garantire la propria ed altrui incolumità e divertimento.

5) Il Monte Sirente

Il monte sirente, meravigliosa parete dolomitica che si erge quasi a formare uno scudo per il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.
Dall’altopiano delle Rocche si devia verso Secinaro su una delle strade più panoramiche del centro Italia fino ad arrivare in vista di questo magnifico paretone alla cui base corre una verde piana dove è situato un lago di origine meteorica.

Ammirare la parete che si colora di rosa all’alba è una di quelle cose da fare assolutamente se si passa da queste parti. Tanto impervio e maestoso dal versante nord quanto gentile e sinuoso dal versante sud che corre giù in infiniti sali scendi verso la Valle d’Arano e le gole di Celano.

4) Valle dell’Orfento

A pochi passi dallo splendido borgo di Caramanico Terme, famoso per le sorgenti termali, ci si può calare in un luogo fuori dal tempo e dalla comune concezione di escursione. Infatti imboccando il sentiero delle scalelle si scende nella valle formata dal fiume Orfento, dove acqua, vegetazione ed animali selvatici danno vita a uno spettacolo primordiale.

  • Località di partenza ed arrivo: Centro Visitatori “Paolo Barrasso” di Caramanico Terme
  • Difficoltà: Moderata, lunghezza elevata 15Km, pendenza moderata e pochi passaggi tecnici.
  • Attrezzatura consigliata: consigliamo scarponi da trekking e vestiario tecnico ed impermeabile tutto l’anno causa elevata variabilitá meteo. Riserva d’acqua e cibo appropriata.
  • Tempo di percorrenza: a seconda del percorso scelto e del passo puó richiedere dalle 6 alle 8h A/R.

3) Il Monte Amaro

La vetta più alta di tutto il Parco Nazionale della Majella, una montagna ricca di storia e di fascino che nulla ha da invidiare ai vicini parchi. Terra di eremiti, briganti e pastori che ne hanno modellato l’aspetto con il loro lavoro millenario ed ancora oggi in qualche anfratto nascosto ne testimoniano la storia.

Il Monte Amaro è una delle vette più dure ed inaccessibili d’Abruzzo in quanto è raggiungibile solo attraverso sentieri che richiedono non meno di 4 ore sola andata! Si può partire dalla Majelletta, da Sant’Eufemia a Majella o da Fara San Martino oltre che da altre svariate località, ma da qualunque parte si salga, sarà sempre un’esperienza indimenticabile.

2) Il Monte Meta

Non la più alta delle cime del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ma sicuramente la più suggestiva.
Un perfetto mix tra roccia, profonde e verdeggianti vallate e laghetti d’alta quota ne fanno un’itinerario molto ambito da tutti i tipo di amanti della montagna, dagli alpinisti fino ai semplici passeggiatori.
Il Monte Meta è terra di confine tra i tre versanti: quello molisano, quello abruzzese e quello laziale.

La cime è raggiungibile da tutti i versanti, quello abruzzese si raggunge dal pianoro Campitelli, proseguendo su una strada non troppo ben messa dal paese di Alfedena. La Meta è casa di una grandissima varietà di animali tra cui l’orso bruno marsicano ed infatti non è raro imbattersi in alcuni di questi animali camminando lungo una delle vallate che conducono al monte.

1) Il Corno Grande

Non c’è bisogno di presentazioni quando si parla del Corno Grande del GranSasso d’Italia, la vetta più alta di tutti gli appennini.
Teatro di innumerevoli pagine di storia dell’alpinismo del centro Italia, le fantastiche pareti calcaree del Corno Grande incuto timore e rispetto da parte dei visitatori. Anche quando si parla di trekking qui i sentieri non sono mai banali e richiedono un certo tipo di attitudine all’esposizione ed al terreno scomodo ed insidioso.

La via normale parte dall’Hotel di Campo Imperatore, all’arrivo della funivia, e serpeggia tra le conche detritiche alla base del Corno prima di inerpicarsi lungo una cresta piuttosto insidiosa. E’ anche possibile raggiungere la cima partendo dai Prati di Tivo passando dal rifugio Franchetti, tuttavia il sentiero richiede più dimestichezza con la roccia per via del tratto attrezzato del Passo del Cannone. Contrariamente a quanto si pensa il Corno Grande ha ben 4 vette, sebbene la più alta, di ben 2912mt, sia quella più comunemente frequentata.
Le vette sono la occidentale, la orientale, la centrale ed il torrione Cambi..tutte raggiungibili tramite vie ferrata o sentieri alpinistici pi grado più o meno alto.
Uno degli spettacoli più belli che si possono ammirare dalla vetta è sicuramente la vista dei due mari, il tirreno e l’adriatico nello stesso momento. Certo richiede una giornata particolarmente limpida ma ogni tanto è possibile, e secondo fonti storiche in rare occasioni si può perfino scrutare il mar ionio.

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CENTINAIA DI OPPORTUNITÁ PER ESCURSIONISTI

Vette, animali, eremi, grotte, piante rare e tanti altri spettacoli della natura sono il vero oro d’Abruzzo. Sparsi tra i monti e le riserve d’Abruzzo si nascondono centinaia di itinerari escursionistici pronti a sbalordirvi con i loro piccoli segreti sempre diversi.
Farne un elenco completo è realmente impossibile e per questo abbiamo deciso di raccogliere 10 tra i trekking più belli della regione, ovviamente il giudizio non è assoluto e tiene conto dell’accessibilità ai sentieri in questione.

10) Valle del Chiarino

All’interno del Parco Nazionale GranSasso e Monti della Laga si apre questo meraviglioso itinerario che dalla diga del Lago di Provvidenza si snoda in una boscosa e fresca vallata ricca d’acqua. A circa metà percorso si raggiungono i ruderi del mulino Cappelli in un ampio salone boscoso di alberi monumentali dove si trovano anche un’area pic-nic e una moderna chiesetta. Proseguendo oltre la sbarra finalmente con un paio d’ore di cammino si esce su un’ampia radura dove sorge il bellissimo Rifugio Domenico Fioretti protetto dalle circostanti vette del GranSasso tra le quali spicca il Monte Corvo.

Caratteristiche dell’Itinerario

Per i più temerari si può proseguire in direzione stazzo di Solagne da dove è possibile fare la traversata verso Campo Imperatore o raggiungere l’impervia cima di Monte Corvo.
Insomma ce n’è per tutti i gusti, e con un po’ di fortuna è possibile avvistare qualche camoscio sui ripidi pendii o qualche altra creatura del bosco.
Periodo consigliato: autunno per godere al meglio delle mille sfumature del foliage che qui raggiunge livelli davvero incredibili.

9) Il Monte Velino

La vetta più alta del Parco Naturale Regionale Sirente Velino si staglia imponente dalla sottostante piana del Fucino e seppur la sua non sia un’altezza ragguardevole come le vicine vette del GranSasso, rimane sia per panorami che per severità uno dei trekking più duri d’Abruzzo.

Raggiungibile da diverse vie di salita come Forme, Valle Majellama e dal rifugio Vincenzo Sebastiani, riserva sempre nuove vedute e nuove emozioni. Il panorama a 360 gradi su tutto l’Abruzzo unito al veleggiare incessante di una delle più grandi colonie di Grifoni ( imponenti rapaci spazzini che arrivano ad un’apertura alare di quasi 3 metri) ne fanno un “must” nel curriculum escursionistico di un vero appenninista.

8) Vallone di San Bartolomeo in Legio

Qui si entra in un territorio che oltre la natura dirompente è ricchissimo di storia e religiosità. Infatti nello splendido vallone scavato dalle acque si trova l’eremo di San Bartolomeo in Legio, antico luogo di eremitaggio dove è vissuto per un lungo periodo Pietro da Morrone, noto ai più con il nome di Celestino V.

Qui si entra in un territorio che oltre la natura dirompente è ricchissimo di storia e religiosità. Infatti nello splendido vallone scavato dalle acque si trova l’eremo di San Bartolomeo in Legio, antico luogo di eremitaggio dove è vissuto per un lungo periodo Pietro da Morrone, noto ai più con il nome di Celestino V.

7) Il Monte Camicia

Quasi all’estremità della catena orientale del GranSasso d’Italia il Monte Camicia si erge dall’altopiano di Campo Imperatore quasi a sorvegliare l’immensa piana.
Il sentiero che parte dalla località Fonte Vetica, celebre per ristorarsi con pecorino e arrosticini, si inerpica su per il vallone di Vradda. Qui siamo nel regno delle aquile e sopratutto dei camosci, che qui vivono in gran numero, protetti dalle immensi pareti che nel versante nord precipitano giu per 1000 metri fino alle colline teramane ed al Mar Adriatico.

  • Località di partenza ed arrivo: Rifugio De Carolis
  • Difficoltà: Moderata, lunghezza media 10Km, pendenza elevata e passaggi tecnici.
  • Attrezzatura consigliata: consigliamo scarponi da trekking e vestiario tecnico ed impermeabile tutto l’anno causa elevata variabilitá meteo. Riserva d’acqua e cibo appropriata.
  • Tempo di percorrenza: a seconda del percorso scelto e del passo puó richiedere dalle 4 alle 8h A/R.

6) Val di Rose

Partendo a piedi direttamente dal piccolo borgo gioiello di Civitella Alfedena, là dove la natura convive tutti i giorni con le persone che hanno adottato ufficialmente cervi e orsi che qui scorrazzano liberamente, si sale nel cuore selvaggio del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise.
In qualche ora di cammino dalla profonda vallata boscosa si esce nell’anfiteatro della Val di Rose.
A guardia della valle sui bastioni rocciosi si ergono camosci ed aquile quasi a controllare i visitatori che si recano in questo posto magico, di cui loro sono i veri padroni.

Una volta sulla cresta di Forca Resuni si possono ammirare le sconfinate vette del Parco tra cui la zona di Riserva Integrale dove la natura regna incontrastata.

Si ricorda che i sentieri che portano in Val di Rose sono regolamentati dall’ente parco. É sempre consigliabile informarsi presso fonti locali su stato e apertura dei sentieri (bollettino meteo/nivologico Meteomont) e/o rivolgersi ad una guida per praticare lo sport nella massima sicurezza e garantire la propria ed altrui incolumità e divertimento.

5) Il Monte Sirente

Il monte sirente, meravigliosa parete dolomitica che si erge quasi a formare uno scudo per il Parco Naturale Regionale Sirente-Velino.
Dall’altopiano delle Rocche si devia verso Secinaro su una delle strade più panoramiche del centro Italia fino ad arrivare in vista di questo magnifico paretone alla cui base corre una verde piana dove è situato un lago di origine meteorica.

Ammirare la parete che si colora di rosa all’alba è una di quelle cose da fare assolutamente se si passa da queste parti. Tanto impervio e maestoso dal versante nord quanto gentile e sinuoso dal versante sud che corre giù in infiniti sali scendi verso la Valle d’Arano e le gole di Celano.

4) Valle dell’Orfento

A pochi passi dallo splendido borgo di Caramanico Terme, famoso per le sorgenti termali, ci si può calare in un luogo fuori dal tempo e dalla comune concezione di escursione. Infatti imboccando il sentiero delle scalelle si scende nella valle formata dal fiume Orfento, dove acqua, vegetazione ed animali selvatici danno vita a uno spettacolo primordiale.

  • Località di partenza ed arrivo: Centro Visitatori “Paolo Barrasso” di Caramanico Terme
  • Difficoltà: Moderata, lunghezza elevata 15Km, pendenza moderata e pochi passaggi tecnici.
  • Attrezzatura consigliata: consigliamo scarponi da trekking e vestiario tecnico ed impermeabile tutto l’anno causa elevata variabilitá meteo. Riserva d’acqua e cibo appropriata.
  • Tempo di percorrenza: a seconda del percorso scelto e del passo puó richiedere dalle 6 alle 8h A/R.

3) Il Monte Amaro

La vetta più alta di tutto il Parco Nazionale della Majella, una montagna ricca di storia e di fascino che nulla ha da invidiare ai vicini parchi. Terra di eremiti, briganti e pastori che ne hanno modellato l’aspetto con il loro lavoro millenario ed ancora oggi in qualche anfratto nascosto ne testimoniano la storia.

Il Monte Amaro è una delle vette più dure ed inaccessibili d’Abruzzo in quanto è raggiungibile solo attraverso sentieri che richiedono non meno di 4 ore sola andata! Si può partire dalla Majelletta, da Sant’Eufemia a Majella o da Fara San Martino oltre che da altre svariate località, ma da qualunque parte si salga, sarà sempre un’esperienza indimenticabile.

2) Il Monte Meta

Non la più alta delle cime del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ma sicuramente la più suggestiva.
Un perfetto mix tra roccia, profonde e verdeggianti vallate e laghetti d’alta quota ne fanno un’itinerario molto ambito da tutti i tipo di amanti della montagna, dagli alpinisti fino ai semplici passeggiatori.
Il Monte Meta è terra di confine tra i tre versanti: quello molisano, quello abruzzese e quello laziale.

La cime è raggiungibile da tutti i versanti, quello abruzzese si raggunge dal pianoro Campitelli, proseguendo su una strada non troppo ben messa dal paese di Alfedena. La Meta è casa di una grandissima varietà di animali tra cui l’orso bruno marsicano ed infatti non è raro imbattersi in alcuni di questi animali camminando lungo una delle vallate che conducono al monte.

1) Il Corno Grande

Non c’è bisogno di presentazioni quando si parla del Corno Grande del GranSasso d’Italia, la vetta più alta di tutti gli appennini.
Teatro di innumerevoli pagine di storia dell’alpinismo del centro Italia, le fantastiche pareti calcaree del Corno Grande incuto timore e rispetto da parte dei visitatori. Anche quando si parla di trekking qui i sentieri non sono mai banali e richiedono un certo tipo di attitudine all’esposizione ed al terreno scomodo ed insidioso.

La via normale parte dall’Hotel di Campo Imperatore, all’arrivo della funivia, e serpeggia tra le conche detritiche alla base del Corno prima di inerpicarsi lungo una cresta piuttosto insidiosa. E’ anche possibile raggiungere la cima partendo dai Prati di Tivo passando dal rifugio Franchetti, tuttavia il sentiero richiede più dimestichezza con la roccia per via del tratto attrezzato del Passo del Cannone. Contrariamente a quanto si pensa il Corno Grande ha ben 4 vette, sebbene la più alta, di ben 2912mt, sia quella più comunemente frequentata.
Le vette sono la occidentale, la orientale, la centrale ed il torrione Cambi..tutte raggiungibili tramite vie ferrata o sentieri alpinistici pi grado più o meno alto.
Uno degli spettacoli più belli che si possono ammirare dalla vetta è sicuramente la vista dei due mari, il tirreno e l’adriatico nello stesso momento. Certo richiede una giornata particolarmente limpida ma ogni tanto è possibile, e secondo fonti storiche in rare occasioni si può perfino scrutare il mar ionio.

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