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Aprile 22, 2022

Il mondo che vorrei…

IL MONDO CHE VORREI
Autore: Matteo Luciani (J.V.)

Vasco Rossi nel suo “Il Mondo che vorrei” ci racconta una storia ricca di sentimento e speranza quando tra le note del suo successo del 2008.

Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei,
Ed è sempre quello che non si farebbe che farei,
Ed è come quello che non si direbbe che direi,
Quando dico che non è così il mondo che vorrei.

Beh Jump Valley sembra essere partita proprio da quelle parole quando nel 2020 i tre soci, davanti ad una birra con vista Gran Sasso d’Italia, hanno cominciato a pensare ad un progetto che mettesse insieme passioni e futuro. Un progetto che raccontasse lo spirito e l’amore per la montagna ma con un occhio al futuro, un futuro da programmare e ridisegnare nel rispetto della terra e delle generazioni future.

Questa mattina leggendo “GQ Italia”, il magazine che dal 1999 in Italia racconta il mondo maschile e la moda, mi sono reso conto come il processo di riorganizzazione verso una moda diversa, caratterizzata dal riuso e dalla sostenibilità, riempie le pagine anche qui. Quando sfogliando una rivista come questa ti accorgi come il tema è presente in almeno il 30% degli articoli a firma di diversi giornalisti, cominci a porti alcune domande: “stiamo facendo abbastanza..?” – “Dove possiamo intervenire per migliorare la questione del riuso e della sostenibilità..?”.
Noi di Jump Valley lo stiamo facendo, ci siamo già posti queste domande e stiamo cercando di dargli una risposta, nel nostro piccolo e nella speranza che il tema coinvolga sempre più persone e stakeholders.

Vogliamo scommettere sempre di più sull’impiego di materiali naturali per i capi tecnici degli sport in montagna, utilizzare tecnologie fondate sull’utilizzo primario di materiali naturali e provenienti da attività di riutilizzo, cercando brand che mettono a punto, all’interno dei team di ricerca e sviluppo, tessuti son un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto al cotone 100 % e materiali sintetici.

Il petrolio è un mondo in declino. E’ stato il Jackpot per nazioni e continenti ma anche per generazioni che avevano ottenuto il più redditizio dei lavori da working class, scrive Ferdinando Cotugno proprio su GQ del mese di Aprile 2022. Tutti i più grandi marchi di abbigliamento, non solo sportivo, stanno rivolgendo un pensiero, ma anche un’azione, verso il cambiamento. Un impegno concreto per una favola contemporanea da portare avanti con dedizione: sviluppare una coscienza comune green che deve comunque andare di pari passo con l’attenzione allo stile.
Purtroppo si vede ancora come difficile un cambiamento nell’uso quotidiano di materie base di tipo riciclato o naturali, come se non riuscissero a dare qualità alle aspettative di noi consumatori. Nelle ultime settimane una società di produzione di telefoni cellulari ha immesso sul mercato il primo “Telefono di Carta”. Grazie a collaborazioni con designer di fama mondiale è stato creato il primo design sostenibile per il suo intero pannello posteriore, realizzandolo in biopolimeri. Questa digressione per comprendere come le tecnologie moderne possono, senza dubbio e criticità, aiutare a realizzare prodotti ad alto tasso di riuso e riciclo.

Ci troviamo di fronte a parti di mondo che stanno scomparendo, la cui stessa identità dipende da frazioni di gradi celsius che ogni anno vedono il riscaldamento globale aumentare inesorabilmente. Ecco allora che continua ad essere di attualità il tema della transizione ecologica, una rivoluzione che ci riporti a livelli preindustriali senza perdere però il livello necessario di bisogno di energie che abbiamo.
Sembra un tema, quest’ultimo, quasi slegato da quanto descritto nei periodi precedenti a quest’articolo. Ma non lo è affatto. Il tema energetico è al centro delle cronache di questi giorni, quasi ci voleva una guerra per farci capire che non si può continuare ad essere schiavi di risorse fossili. Se non passiamo rapidamente all’energia pulita, tutti gli altri sforzi per salvare il nostro pianeta non conteranno. È una realtà con cui devono fare i conti tutti gli abitanti della terra: se vogliamo preservare i luoghi che amiamo, dobbiamo focalizzarci sull’abbandono immediato dei combustibili fossili. La domanda non è più: “Come possiamo risolvere il cambiamento climatico..?”. È: “Quanto danno planetario irreversibile siamo disposti ad accettare per continuare ad estrarre e bruciare combustibili fossili..?”.

Vogliamo provare, noi di Jump Valley, a farvi riflettere insieme a noi di quanto descritto nel presente articolo. Vogliamo provare insieme a voi a costruire un percorso di crescita morale senza però abbandonare il piacere di vivere la terra, la montagna, la natura.

Vi lascio come ho iniziato l’articolo, riprendendo il testo della canzone di Vasco Rossi che ha dato anche il titolo allo scritto:

Non si può sorvolare le montagne,
Non puoi andare dove vorresti andare,
Sai cosa c’è? Ogni cosa resta qui…

ML

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IL MONDO CHE VORREI
Autore: Matteo Luciani (J.V.)

Vasco Rossi nel suo “Il Mondo che vorrei” ci racconta una storia ricca di sentimento e speranza quando tra le note del suo successo del 2008.

Ed è proprio quello che non si potrebbe che vorrei,
Ed è sempre quello che non si farebbe che farei,
Ed è come quello che non si direbbe che direi,
Quando dico che non è così il mondo che vorrei.

Beh Jump Valley sembra essere partita proprio da quelle parole quando nel 2020 i tre soci, davanti ad una birra con vista Gran Sasso d’Italia, hanno cominciato a pensare ad un progetto che mettesse insieme passioni e futuro. Un progetto che raccontasse lo spirito e l’amore per la montagna ma con un occhio al futuro, un futuro da programmare e ridisegnare nel rispetto della terra e delle generazioni future.

Questa mattina leggendo “GQ Italia”, il magazine che dal 1999 in Italia racconta il mondo maschile e la moda, mi sono reso conto come il processo di riorganizzazione verso una moda diversa, caratterizzata dal riuso e dalla sostenibilità, riempie le pagine anche qui. Quando sfogliando una rivista come questa ti accorgi come il tema è presente in almeno il 30% degli articoli a firma di diversi giornalisti, cominci a porti alcune domande: “stiamo facendo abbastanza..?” – “Dove possiamo intervenire per migliorare la questione del riuso e della sostenibilità..?”.
Noi di Jump Valley lo stiamo facendo, ci siamo già posti queste domande e stiamo cercando di dargli una risposta, nel nostro piccolo e nella speranza che il tema coinvolga sempre più persone e stakeholders.

Vogliamo scommettere sempre di più sull’impiego di materiali naturali per i capi tecnici degli sport in montagna, utilizzare tecnologie fondate sull’utilizzo primario di materiali naturali e provenienti da attività di riutilizzo, cercando brand che mettono a punto, all’interno dei team di ricerca e sviluppo, tessuti son un impatto ambientale significativamente ridotto rispetto al cotone 100 % e materiali sintetici.

Il petrolio è un mondo in declino. E’ stato il Jackpot per nazioni e continenti ma anche per generazioni che avevano ottenuto il più redditizio dei lavori da working class, scrive Ferdinando Cotugno proprio su GQ del mese di Aprile 2022. Tutti i più grandi marchi di abbigliamento, non solo sportivo, stanno rivolgendo un pensiero, ma anche un’azione, verso il cambiamento. Un impegno concreto per una favola contemporanea da portare avanti con dedizione: sviluppare una coscienza comune green che deve comunque andare di pari passo con l’attenzione allo stile.
Purtroppo si vede ancora come difficile un cambiamento nell’uso quotidiano di materie base di tipo riciclato o naturali, come se non riuscissero a dare qualità alle aspettative di noi consumatori. Nelle ultime settimane una società di produzione di telefoni cellulari ha immesso sul mercato il primo “Telefono di Carta”. Grazie a collaborazioni con designer di fama mondiale è stato creato il primo design sostenibile per il suo intero pannello posteriore, realizzandolo in biopolimeri. Questa digressione per comprendere come le tecnologie moderne possono, senza dubbio e criticità, aiutare a realizzare prodotti ad alto tasso di riuso e riciclo.

Ci troviamo di fronte a parti di mondo che stanno scomparendo, la cui stessa identità dipende da frazioni di gradi celsius che ogni anno vedono il riscaldamento globale aumentare inesorabilmente. Ecco allora che continua ad essere di attualità il tema della transizione ecologica, una rivoluzione che ci riporti a livelli preindustriali senza perdere però il livello necessario di bisogno di energie che abbiamo.
Sembra un tema, quest’ultimo, quasi slegato da quanto descritto nei periodi precedenti a quest’articolo. Ma non lo è affatto. Il tema energetico è al centro delle cronache di questi giorni, quasi ci voleva una guerra per farci capire che non si può continuare ad essere schiavi di risorse fossili. Se non passiamo rapidamente all’energia pulita, tutti gli altri sforzi per salvare il nostro pianeta non conteranno. È una realtà con cui devono fare i conti tutti gli abitanti della terra: se vogliamo preservare i luoghi che amiamo, dobbiamo focalizzarci sull’abbandono immediato dei combustibili fossili. La domanda non è più: “Come possiamo risolvere il cambiamento climatico..?”. È: “Quanto danno planetario irreversibile siamo disposti ad accettare per continuare ad estrarre e bruciare combustibili fossili..?”.

Vogliamo provare, noi di Jump Valley, a farvi riflettere insieme a noi di quanto descritto nel presente articolo. Vogliamo provare insieme a voi a costruire un percorso di crescita morale senza però abbandonare il piacere di vivere la terra, la montagna, la natura.

Vi lascio come ho iniziato l’articolo, riprendendo il testo della canzone di Vasco Rossi che ha dato anche il titolo allo scritto:

Non si può sorvolare le montagne,
Non puoi andare dove vorresti andare,
Sai cosa c’è? Ogni cosa resta qui…

ML

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